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Manuel Hernández Osorio, il combattente Miguel nella guerriglia del Che in Bolivia

Manuel Hernández Osorio, Miguel nella guerriglia in Bolivia

Manuel Hernández Osorio, Miguel nella guerriglia in Bolivia

L'Avana, 17 Marzo (RHC) – Cinquant'anni fa, nel 1967, in America Latina si realizzava una delle più grandi imprese nella storia della lotta per l'indipendenza del continente, la guerriglia del Che e i suoi compagni in Bolivia.

Facevano parte del distaccamento combattente 29 boliviani, 16 cubani, 3 peruviani, una donna argentino-tedesca. Solo un piccolo gruppo di guerriglieri riuscirà a sopravvivere e ad eludere l'ultimo accerchiamento dell'esercito prima di trovare scampo in Cile (1968).

Il 17 marzo del 1931 nasceva Manuel Hernández Osorio (nome di battaglia Miguel), uno dei combattenti cubani che fecero parte del nucleo guerrigliero del Che.

A 50 anni di distanza dall'impresa di Ernesto Guevara e i suoi compagni in Bolivia (1967-2017), che ha segnato un momento fondamentale della storia dell'America Latina e mondiale -in coincidenza con l'anniversario della nascita di questo guerrigliero- proponiamo di seguito una breve sintesi biografica della vita di Manuel: un omaggio ad un combattente e rivoluzionario cubano che a prezzo di enormi sacrifici è stato capace di scrivere insieme ai suoi compagni una delle pagine più belle e toccanti della lotta internazionalista.

MIGUEL, Manuel – MANUEL HERNÁNDEZ OSORIO

Cubano (1931-1967). Nasce il 17 marzo 1931 nella fattoria El Diamante, nella località di Santa Rita, a Jiguaní. Originario di una famiglia contadina priva di mezzi, fin dagli undici anni inizia a lavorare nei campi. A diciotto anni è machetero nella raccolta della canna da zucchero. In seguito, addetto ai carrelli nella miniera di manganese di Charco Redondo e membro del Movimento 26 Luglio, organizza sabotaggi e attentati dinamitardi nella stessa miniera; recupera dinamite per le operazioni insurrezionali e la custodisce nella casa della fidanzata Elvira Victoria Sol. Nel maggio del 1957 si reca sulla Sierra Maestra e si arruola nell’Esercito Ribelle. Ottimo combattente, nell’agosto del 1958 è promosso al grado di tenente ed entra subito a far parte della colonna di invasione agli ordini del Comandante Ernesto Che Guevara; a Camagüey raggiunge il grado di capitano e viene designato quale comandante dell’avanguardia dallo stesso Che. Dopo il trionfo della Rivoluzione svolge vari incarichi, presta servizio nel ministero degli Interni (MININ) e frequenta corsi presso la Scuola Superiore di Guerra, conseguendo nel 1966 il grado di primo capitano. Conclude con successo il periodo di addestramento per la missione in Bolivia, per la quale è stato scelto dal Che; ritorna quindi a casa per alcuni giorni per ricongiungersi con la moglie Elvira e con i suoi tre figli, Manuel, Jorge e Maritza. Alla fine di ottobre del 1966 si congeda definitivamente dalla famiglia dichiarando di partire per la raccolta della canna da zucchero, allo scopo di non sollevare sospetti. Il 27 novembre 1967 entra nel nucleo guerrigliero in Bolivia e il 25 marzo dell’anno seguente è promosso comandante dell’Avanguardia. Si dimostra un esploratore infaticabile, e con il suo machete apre passaggi e sentieri per la colonna guerrigliera, il che gli varrà da parte del Che il soprannome “le mie opere pubbliche”, che condividerà con Urbano. Dopo aver combattuto in numerose azioni guerrigliere, cade nell’imboscata della Quebrada del Batán, presso La Higuera, il 26 settembre 1967. Il giorno della sua morte, il Che scrive: “È stato un grande combattente e uno spirito esemplare. Una grossa perdita”(1).

(1) Ernesto Che Guevara, El Che evalúa a sus hombres, a cura di Carlos Soria Galvarro, in: El Che después de 28 años, Editorial Serrano Ltda., Cochabamba, Bolivia, 1999, pag. 229.

Sintesi biografica tratta da:

Che Guevara e i suoi Compagni – Uomini della guerriglia in Bolivia, a cura di Enrica Matricoti, Zambon Editore, 2016, traduzione di Cristiano Screm.

Pubblicato da Enrica Matricoti
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